IL CAVALIERE SENZA CAVALLO
Questa è la storia di un cavaliere
che non poteva viaggiare a sedere:
non era ancora riuscito a trovare
un bel cavallo da cavalcare.
Alle gare non tagliava i traguardi,
alle feste arrivava sempre tardi.
Non aveva soldi per comprare il cavallo...
li aveva spesi tutti per un pappagallo!
Non sapeva domare un cavallo selvaggio,
né era tanto famoso da averlo in omaggio.
Un giorno ebbe un dono da uno zio avaro..
ma non era un cavallo, era un vecchio somaro!
Allora il cavaliere decise di cambiare.
Non ne poteva più: doveva cavalcare!
Sapeva che su un monte, proprio sulla cima,
viveva la Sibilla: una maga indovina.
Il cavaliere la cercó, su nei monti sibillini,
sperando di ricevere consigli sugli equini.
Trovata la montagna, salì fin sulla vetta,
quindi entrò in una caverna, buia e stretta.
Dopo un lungo tunnel con ragni e pipistrelli,
raggiunse la Sibilla, dai lunghi capelli.
La maga disse: ti darò un consiglio,
se mi porterai una zampa di coniglio!
Il cavaliere corse a lungo nella prateria…
ma i conigli eran veloci, scappavano via!
Lui, per nascondere di aver fallito,
fece finta di non aver capito:
tornò alla grotta, e invece del coniglio,
portò alla maga un rametto di tiglio.
La maga si infuriò: mi stai prendendo in giro?
Stavolta senti bene: voglio una coda di ghiro!
I ghiri, di giorno, dormivano nella culla…
perciò il cavaliere non trovò un bel nulla!
Di notte, quando quelli uscivano a passeggio,
il cavaliere dormiva nel campeggio.
Lui, per nascondere di aver fallito,
fece finta di non aver capito:
tornò alla grotta, e invece del ghiro,
portò alla maga una penna biro.
La maga si infuriò: era rossa in viso…
anche se, in realtà, le scappava un sorriso!
La maga gli concesse un’ultima occasione,
dicendogli: “stavolta, non fare il barone!”
Chiese di portarle un tarallo ed un bicchiere
di acqua di sorgente della Fonte Belvedere.
Il Cavaliere dapprima andò in paese:
comprò il tarallo dalla cuoca Agnese.
Poi andò alla fonte, riempì il bicchiere,
e tornò indietro, come un cameriere.
Aveva percorso quasi un miglio…
quando inciampò su un rametto di tiglio.
L’acqua ed il tarallo finirono nel fosso…
la Sibilla sghignazzava a più non posso!
l Cavaliere allora ritornò in paese:
ricomprò il tarallo dalla cuoca Agnese.
Poi tornò alla fonte, riempì il bicchiere,
e tornò indietro come un cameriere.
Aveva quasi terminato il giro…
quando inciampò sopra una penna biro.
L’acqua ed il tarallo finirono nel fosso…
la Sibilla sghignazzava a più non posso!
La maga disse: i tuoi stessi inganni
ti hanno procurato questi danni!
Eri un cavaliere senza cavallo…
ora sei un cameriere senza tarallo!
Il Cavaliere allora ritornò in paese:
ricomprò il tarallo dalla cuoca Agnese.
Poi tornò alla fonte, riempì il bicchiere,
e tornò indietro, come un cameriere.
Era quasi giunto alla destinazione…
ma un grande animale gli diede uno spintone.
L’acqua ed il tarallo finirono nel fosso…
la Sibilla sghignazzava a più non posso!
Dopo l’ennesimo viaggio andato male,
il cavaliere si arrabbiò con l’animale…
ma non si accorse, per quanto era stanco,
che stava insultando un bel cavallo bianco!
Maga Sibilla disse, con aria buona:
“Oh cavaliere, rilassati e ragiona:
sei talmente concentrato sulla sfortuna,
che non ti accorgi quando arriva una fortuna!
Anche se all’inizio mi hai ingannato,
poi sei stato onesto e hai lavorato.
Per premiare il tuo impegno sincero,
Voglio regalarti questo bel destriero.”
Il cavaliere, quanto fu felice, non vi dico!
Riempì di carezze il suo nuovo amico.
Ringraziò la maga, così gentile e bella
e finalmente, con un balzo, montó in sella!
Da quel giorno, il prode cavaliere,
cavalcó per strade e foreste intere.
Non fece più inganni e sotterfugi,
ma si impegnò ed aiutó gli altri, senza indugi.
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