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C’era una torta con panna e cioccolata,
chiusa in una vetrina incantata.
Nessuno poteva mangiarla,
neppure la Signora Carla.
La torta era sigillata
in cima a una torre isolata,
sorvegliata da due draghi brilli
e da tre colorati coccodrilli.
Il negozio in cui era difesa,
era sul corso di fianco alla Chiesa.
La signora Carla, proprio ogni sera
usciva, chiudeva, e la torta era intera.
Tutti i passanti, tanto golosi,
guardavano il dolce desiderosi,
ma era impossibile aprire la porta
e mangiare la squisita torta.
Topo Joe aveva l’acquolina in bocca.
“Aspetterò che la mezzanotte scocca:
di notte la signora Carla è assente”
- Pensó - “l’occasione è evidente!”
Partí a velocità molto elevata…
ma non vide il vetro… che testata!
Cane Carletto ci provó di giorno:
“Ha già funzionato col tizio del forno
- pensó - “ho fatto gli occhioni dolci
e il fornaio mi ha donato i dolci!”
Così entrò nel negozio sornione,
facendo gli occhi da cucciolone.
La Signora Carla fu commossa:
gli diede polpette di carne rossa.
Il cane pensó: “buono il tritato…
ma niente torta: obiettivo mancato!”
Gabbiano Gianni era affamato:
entró nel negozio tutto d’un fiato.
Tutti i clienti si misero a urlare
vedendo l’uccello lì dentro volare.
Il gabbiano si posò su una giacca,
poi mosse la coda e fece una cacca.
La signora Carla lo scacció via:
la torta uscì salva da quella follia.
Un bel giorno gatto Gastone
si procurò la sua occasione:
entrò nel negozio di nascosto;
restò fermo e zitto in un posto.
Rimase lì ad attendere e udire:
si nascose fino all’imbrunire.
La signora Carla, come ogni sera,
uscì, chiuse, e la torta era intera.
Le condizioni ormai erano buone:
Gatto Gastone entrò in azione.
Saltò con un balzo sui tre coccodrilli.
Diede del vino ai draghi brilli.
Si arrampicò fino in cima alla torre
come un leopardo selvaggio che corre.
La torta era chiusa in un vetro duro,
ma lui aveva un piano sicuro.
Con l’unghia più affilata del mondo
aprí nel vetro un oblò rotondo.
Mise le zampe nella vetrina,
mise in bocca una bella fettina…
ma poi sputó quella roba strana!
era viscida come una rana,
gommosa, dura e disgustosa:
non era mangiabile quella cosa!
Gatto Gastone si guardò intorno…
ma dove era stato tutto il giorno?
Non si era accorto, per l’euforia,
che quella non era una pasticceria!
C’erano cullette e passeggini…
era un negozio per bimbi piccini!
E quella lassù non era una torta,
nessuna creatura se ne era accorta.
Dentro al negozio dei bimbi piccini…
quella era una torta di pannolini!
Gastone affermò: “altro che panna,
è proprio vero, l’apparenza inganna!”
Poi pensò a come tutto era iniziato:
la torta sembrava di panna e cioccolato…
se non era panna, ma pannolini:
il cioccolato cos’era? Tu indovini?
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